MOSÈ, COME MICHELANGELO, S’INNALZA AL DI SOPRA DELLA SUA STESSA NATURA.

“Quante volte ho salito la ripida scalinata che porta dall’infelice Via Cavour alla solitaria piazza dove sorge la chiesa abbandonata! e sempre ho cercato di tener testa allo sguardo corrucciato e sprezzante dell’eroe, e mi è capitato qualche volta di svignarmela poi quatto quatto dalla penombra di quell’interno, come se anch’io appartenessi alla marmaglia sulla quale è puntato il suo occhio, una marmaglia che non può tener fede a nessuna convinzione, che non vuole né aspettare né credere, ed esulta quando torna ad impossessarsi dei suoi idoli illusori.” 

Sigmund Freud, Der Moses von Michelangelo.

Nei primi mesi del 1914 la rivista Imago pubblica un piccolo saggio anonimo sul Mosè di Michelangelo. Perché l’autore voglia rimanere nell’ombra è presto detto: non si è mai occupato veramente d’arte e quindi il suo testo può essere facilmente tacciato di dilettantismo. Inoltre teme che qualcuno spieghi maliziosamente l’irresistibile attrazione provata per il personaggio. Non è forse vero che si identifica con quell’ingombrante figura, che si sente un profeta?

Michelangelo Buonarroti, Mosè.

Michelangelo Buonarroti, Mosè. Roma, San pietro in Vincoli.

Freud spiega di essere stato attratto dall’enigma che grava sull’opera michelangiolesca: questa contiene sì un messaggio oscuro e ambiguo, ma possiede al tempo stesso una sorprendente forza di penetrazione. Risiederebbe in ciò la causa delle numerose interpretazioni contrastanti. Basandosi sulla narrazione biblica (Esodo 32,7 32-35), mette a fuoco una serie di incongruenze tra testo sacro, iconografia consolidata e interpretazione michelangiolesca. Una tradizione secolare ci mostra solitamente un Mosè diverso: la guida di Israele, arrestandosi nelle sua discesa dal Monte Sinai, alla vista del suo popolo adorante un simulacro d’oro, distrugge le tavole della legge scagliandole contro il suolo. Mosé dunque è sempre raffigurato in piedi. Perché mai Michelangelo l’ha voluto mostrare seduto concedendosi una libertà senza precedenti? Con molta onestà Freud riconosce che non si tratta del primo caso. Esiste una piccola statua realizzata da Nicola di Verdun e conservata presso L’Ashmolean Museum di Oxford che attesta senza ombra di dubbio una seconda tradizione. Mosè è seduto e si liscia pensosamente la barba.

Nicolas de Verdun- Mosè, Ashmolean Museum

Si potrebbe sostenere in ogni caso che il momento scelto da Michelangelo preceda di poco l’ira di Mosè. Se così fosse dovremmo però constatare degli indizi consistenti: il busto inclinato in avanti, i piedi disposti in modo coerente col gesto irruente che si annuncia. Niente di tutto questo. Adottando un metodo strettamente imparentato con la psicanalisi, Freud si affida allora a una serie di piccoli dettagli in genere trascurati perché ritenuti irrilevanti: la posizione incongrua delle tavole, la mano destra che afferra la barba, la posizione della barba opposta a quella della testa, il dito che sembra fissare contro il petto le ciocche.  

Alcuni dei dettagli presi in considerazione da Sigmund Freud

Le tavole, ad esempio, sono tenute capovolte ma, a causa dell’improvvisa visione e del gesto di afferrarsi la barba, sono scivolate e trattenute a stento dal braccio. La brusca rotazione del capo insieme allo scivolamento delle tavole portano al gesto istintivo di avvicinare la mano al bordo di pietra; così facendo la mano trascina verso il lato destro del torace il fluente ammasso di riccioli.La conclusione è folgorante: l’insieme di questi elementi rivela il residuo di un momento trascorso con un iniziale scatto d’ira, seguito dal suo superamento e concluso da un atteggiamento di calma. Mosè sarebbe raffigurato nell’atto di “soggiogare la propria passione a vantaggio e in nome di una causa alla quale si è votati”. Mosè, come Michelangelo, può domare il proprio furore e innalzarsi al di sopra della sua stessa natura. Aggiungo le tavole fatte disegnare da Freud.

Schema delle tre "fasi" ipotizzate da Freud

Annunci

Lascia un commento

Non c'è ancora nessun commento.

Comments RSS

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...