ROMA, 12 FEBBRAIO 2010: IL RISVEGLIO DEL GIGANTE SOTTO LA NEVE.

Da due mesi attendevo un’occasione speciale per fotografare, a Piazza Marconi, il gigante che pare sollevarsi dal terreno intorno all’obelisco. Una nevicata come dio comanda, ecco cosa aspettavo. Una possibilità remota: la neve a Roma è uno di quegli eventi che si tramandano di generazione in generazione. Alle 13 di oggi il titano semi interrato -e mio potenziale soggetto fotografico- era già coperto da una lievissima coltre di neve. Ho dovuto contendere gli scatti a un fotografo concorrente e voilà ecco servite alcune istantanee non convenzionali dell’opera di John Seward Johnson intitolata “The awakening (il risveglio)”.

Originariamente collocati nell’East Potomac Park (Washington DC), i cinque giganteschi frammenti in alluminio (il volto barbuto, il braccio destro, la mano sinistra, la gamba sinistra, il piede destro) sono stati allocati sotto l’obelisco Marconi per celebrare la ricorrenza dei venti anni dalla caduta del muro di Berlino. Secondo le intenzioni dell’artista l’opera vuole essere metafora di un altro risveglio, quello delle coscienze dei cittadini del mondo, una vittoria dei principi democratici sulle divisioni e sui particolarismi.

 

 

A guardar bene la composizione delle parti affioranti emerge qualche lontanissima analogia con la statua del Rio della Plata nella Fontana dei fiumi a Piazza Navona: il braccio sollevato, la posizione orizzontale del volto, la gamba piegata, il piede in primo piano. Questa impressione è rafforzata dalla presenza in entrambi i casi di un obelisco anche se va precisato che nella sistemazione americana del “Risveglio” non v’era alcunché di simile. È solo un caso? Si è deciso di berninizzare il gruppo qui a Roma?

Di ascendente classico è senz’altro la disposizione a chiasmo (cioè a X) delle parti aventi caratteristiche simili: la mano che fa capolino dal terreno è opposta diagonalmente al piede, così come sono in opposizione diagonale gli arti completamente fuori terra.

 

 

Un ultima osservazione: su alcuni blog è stato espresso un vivo risentimento per la scelta di un artista straniero. Se questo principio fosse fatto valere anche per la letteratura dovremmo far sgombrare, dagli scaffali delle librerie, migliaia di libri eccellenti e insostituibili.

Vista aerea dell'opera negli Stati Uniti (Washington DC)

La sistemazione dell'opera nei pressi di Washington vista dal satellite

Aggiungo una clip da Youtube relativa alla replica del “risveglio” realizzata per la cittadina di Chesterfield (Missouri).

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