DOMENICHINO: L’INFELICITÀ DEL GENIO BEN COMPRESO.

Anonimo Ritratto di Domenico Zampieri 1639 – Accademia di San Luca

Lo chiamavano “il lento” o “il bue” per la taciturna lentezza e la modestia nell’esprimersi. Era virtuoso, ritirato, poco amabile con gli altri. Così timido e ingenuo da meritarsi il diminutivo del nome di battesimo. Il bolognese Domenico Zampieri aveva un carattere poco incline allo scontro cosicché quando il padre lo indirizzò verso lo studio delle lettere non si oppose, si limitò semplicemente a non dedicarvisi affatto. Fu solo quando il padre si avvide dell’assoluta inefficacia dei suoi studi che il Domenichino rivelò “d’esser chiamato con violenza dalla pittura“.

Fu allora allievo di un pittore manierista fiammingo, Dionigi Calvaert,  che a Bologna impartiva i rudimenti della pittura a ragazzi dotati come lui (in quel tempo erano suoi condiscepoli Guido Reni e Francesco Albani). Anche in quel caso, temendo la collera del maestro, non rivelò d’esser attratto dalle nuove idee dei Carracci: erano i fratelli Agostino e Annibale e il cugino Ludovico che avevano fondato a Bologna, da più di tre lustri, un’Accademia detta dei Desiderosi in dichiarata opposizione agli eccessi del Manierismo. Il maestro lo scoprì a copiare da alcune opere di Agostino Carracci e lo cacciò in malo modo. Se ne andò a vent’anni a Roma in cerca di fortuna con l’incarico di collaboratore di Annibale Carracci.  Continua a leggere

L’OCCHIO SENZA PALPEBRE DI DIANE ARBUS: MALEDIZIONE E BELLEZZA MEDUSEA DEL POPOLO DELL’AUTUNNO.

Diane Arbus mostra una delle sue foto più famose

Tra i numeri 228 e 232 della 42^ strada ovest, non lontano da  Times Square, esisteva un locale curioso, malamente illuminato, sordido, conosciuto col nome di Hubert’s Museum. Per 25 centesimi era possibile godersi una delle numerose attrazioni che i manifesti a colori sgargianti pubblicizzavano accanto al botteghino: v’era una donna chiamata Olga con una ipertricosi facciale abnorme e peli dalla lunghezza media  di 33 centimetri, Susy una donna dall’epidermide rugosa e spessa simile a un elefante, Zero il reduce della prima guerra mondiale con il volto sfigurato in modo orripilante, la Principessa Wago che danzava avvolta tra le spire di un pitone, Lady Estelline divoratrice di spade e altri fenomeni che sembravano partoriti dall’immaginazione di un Victor Hugo. Nel seminterrato, il sedicente prof. Heckler, azzimato come un vero docente universitario, intratteneva gli astanti con il circo delle pulci le cui evoluzioni potevano essere seguite attraverso una lente d’ingrandimento. Continua a leggere

I DESTINI PARALLELI DI THEO VAN DOESBURG E FERNANDO PESSOA: DUE SINGOLARI MOLTITUDINI.

 

Non risulta che si siano mai incontrati, né che fossero in contatto. 

Eppure l’artista olandese fondatore di De Stijl e il multiforme poeta portoghese avevano molto in comune. Vissero quasi negli stessi anni, lo stesso numero d’anni: quarantasette anni e cinque mesi Pessoa (1888-1935), quarantasette anni e sei mesi Van Doesburg (1883-1931). Subirono, l’uno e l’altro, il fascino della poesia futurista. Continua a leggere

GLI STATI UNITI FOTOGRAFATI DA WOROBIEC & WOROBIEC

Tony ed Eva Worobiec sono due fotografi inglesi famosi per alcuni magnifici reportages realizzati negli Stati Uniti. Nel corso di sei anni di vagabondaggio tra sperdute cittadine degli stati settentrionali, nelle piatte distese del Midwest, fino agli stati al confine col Messico, hanno estratto frammenti interessantissimi di una realtà multiforme e contraddittoria. Il 9 gennaio è stata inaugurata presso il Fox Talbot Museum di Lacock, Wiltshire, una mostra intitolata “American Roadside Diners”. Si tratta di scatti per lo più notturni che riprendono quei tipici luoghi di ristoro o svago (diner, motel, icecream parlour, cinema) disposti agli angoli delle strade o lungo le statali che attraversano in lungo e in largo il territorio degli Stati Uniti.

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FELIX FENEON, UN ROMANZO D’ARTE IN TRE RIGHE. CRITICO E LETTERATO FRANCESE, CONSEGNÒ IL TESTIMONE DELLE RICERCHE ARTISTICHE DI FINE OTTOCENTO AI PIÙ BRILLANTI TALENTI EUROPEI.

Critico d’arte dotato di un acume non comune, lapidario nelle risposte, capace di sintesi estreme e illuminanti, riservato ma benvoluto da scrittori e poeti, sospettato di attività sovversive dalla polizia, faro degli artisti tra il 1886 e il 1912, Felix Feneon è oggi una delle figure più trascurate dell’arte di fin de siècle. Continua a leggere