LUCCIOLE PER LANTERNE. COME LA SCOMPARSA DI UN PICCOLISSIMO OGGETTO PUÒ INTERFERIRE NELL’INTERPRETAZIONE DI UN DIPINTO.

Gerard Ter Borch, L’ammonimento paterno, 1654 ca. Berlino, Staatliche Museen.

Gerard Ter Borch dipinse “L’ammonimento paterno”, probabilmente nel 1654, all’età di 37 anni. Realizzò almeno due versioni dello stesso soggetto, entrambe a olio su tela e di modeste dimensioni, destinate a ricchi borghesi di Amsterdam. Certo non poteva immaginare che la notorietà di quella scena domestica -un uomo azzimato si rivolge con aria grave a una giovinetta a capo chino- avrebbe oltrepassato, più di un secolo dopo, i confini delle Fiandre divenendo un esempio edificante di vita familiare.

Scene come quella erano piuttosto frequenti nell’area fiamminga ed erano anche una ghiotta occasione per i pittori che si proponevano di esibire i più raffinati virtuosismi tecnici. Si pensi ad esempio all’altro titolo con il quale è conosciuta l’opera vale a dire “La gonna di raso” dovuto alla stupefacente abilità di Ter Borch nel rendere le qualità ottiche dei tessuti. Continua a leggere

IL MISTERO DEL DIPINTO PERDUTO DI JAN VAN EYCK

Jan van Eyck fu il più grande pittore fiammingo del XV secolo. Le notizie sulla sua vita sono frammentarie: ignoriamo la data esatta di nascita mentre sappiamo con certezza l’anno della morte (1441). Nativo di una regione al confine tra Germania e Olanda che si chiamava Campine, fu al servizio del Duca di Borgogna Filippo il Buono. Il suo servizio comportava mansioni speciali: non solo pittore e inventore di “effetti speciali” per il castello delle meraviglie nella città scomparsa di Hesdin (1), ma anche varlet de chambre, diplomatico e forse agente segreto. Continua a leggere