LA GLORIA MANCATA DI LORENZO LOTTO

Lorenzo Lotto, Ritratto d'uomo con uno zampino d'oro, 1527 circa. Olio su tela 96x70. Kunsthistorisches Museum Vienna

A volte il talento non basta. Ci vuol altro per strappare a un destino beffardo quella consolazione che solo una fama imperitura può concedere. Che valgono gli attestati di stima dei propri pari se non sono coronati da vera gloria? Il Vasari, ricordandosi di Lotto nell’edizione giuntina delle Vite, sembra esserne consapevole quando, non potendo annoverare che un’onorata carriera professionale, lo fregia di un merito altissimo, ma estraneo all’arte: ” … non passò molto che, come era vissuto costumatamente e buon cristiano, così morì rendendo l’anima al Signore Dio. I quali ultimi anni della sua vita provò egli felicissimi e pieni di tranquillità d’animo e, che è più, gli fecero, per quello che si crede, far acquisto dei beni di vita eterna.”. Dunque famoso no, ma santo si. Si conclude a 76 anni, a un passo dalla casa di Maria nel santuario di Loreto, da due anni oblato della santa casa, l’esperienza terrena di Lorenzo Lotto pittore veneziano. Continua a leggere

RIBELLE E MALEDETTO, CARAVAGGIO MISE IN SCENA IL MONDO SENZA VOLTO NÉ STORIA DEI DISEREDATI. I DUE SAN MATTEO E IL CONFLITTO TRA DECENZA E VERITÀ.

Nell’anno di grazia 1592 un giovanotto trasandato, dai modi bruschi e arroganti, l’accento milanese mescolato alle dure sonorità del bergamasco, s’aggirava per Roma in cerca di fortuna. Girava con rotoli di tela dipinta, uno specimen portatile del suo talento ancora acerbo a causa del quale era gonfio di ogni possibile ambizione. Bruciava di un fuoco inesplicabile, una sorta di mescolanza esplosiva in cui si combinavano pericolosamente consapevolezza dei propri mezzi ai limiti del narcisismo, disprezzo per i mediocri, voglia di misurarsi con i più grandi artisti del secolo, odio per i prepotenti e le ingiustizie, tenerezza verso i diseredati. Continua a leggere

MOSÈ, COME MICHELANGELO, S’INNALZA AL DI SOPRA DELLA SUA STESSA NATURA.

“Quante volte ho salito la ripida scalinata che porta dall’infelice Via Cavour alla solitaria piazza dove sorge la chiesa abbandonata! e sempre ho cercato di tener testa allo sguardo corrucciato e sprezzante dell’eroe, e mi è capitato qualche volta di svignarmela poi quatto quatto dalla penombra di quell’interno, come se anch’io appartenessi alla marmaglia sulla quale è puntato il suo occhio, una marmaglia che non può tener fede a nessuna convinzione, che non vuole né aspettare né credere, ed esulta quando torna ad impossessarsi dei suoi idoli illusori.” 

Sigmund Freud, Der Moses von Michelangelo.

Nei primi mesi del 1914 la rivista Imago pubblica un piccolo saggio anonimo sul Mosè di Michelangelo. Perché l’autore voglia rimanere nell’ombra è presto detto: non si è mai occupato veramente d’arte e quindi il suo testo può essere facilmente tacciato di dilettantismo. Inoltre teme che qualcuno spieghi maliziosamente l’irresistibile attrazione provata per il personaggio. Non è forse vero che si identifica con quell’ingombrante figura, che si sente un profeta? Continua a leggere

RICORDATI FRATELLO CHE DEVI MORIRE. UNA MOSTRA A PALERMO PROPONE NUOVE MEDITAZIONI SUL “TRIONFO DELLA MORTE”

Maestro anonimo,Il trionfo della morte,1446 circa.Affresco staccato 600 cm×642cm. Palermo, Galleria regionale di Palazzo Abatellis.

Maestro anonimo,Il trionfo della morte,1446 circa.Affresco staccato 600 cm×642cm. Palermo, Galleria regionale di Palazzo Abatellis.

“Essential experiences” è una mostra collettiva internazionale inaugurata il 13 novembre a Palazzo Riso a Palermo. Numerosi artisti contemporanei (1) si confrontano con “Il trionfo della morte“, opera di inestimabile valore conservata a Palazzo Abatellis. Il tema della morte (al quale fanno riferimento le esperienze essenziali del titolo)  caratterizza i secoli XIII e XIV ed è ovviamente in  relazione col diffondersi, su vasta scala, della peste nera. Continua a leggere