“QUESTI SOGNI CHE HO VISTO.” LE VISIONI DI VAN GOGH RACCONTATE DA AURIER E KUROSAWA.

 

Sotto cieli ora incisi nell’abbagliamento degli zaffiri o delle turchesi, ora intrisi di non so quali zolfi infernali, caldi, deleteri e accecanti; sotto cieli simili a delle colate di metalli e di cristalli in fusione; ove a volte si mostrano risplendenti degli infuocati dischi solari, sotto l’incessante fantastico avvicendarsi di tutte le possibili luci; in atmosfere afose, fiammeggianti, cocenti, che sembrano esalare da fantastiche fucine dove si dissolvono ori, diamanti e meravigliose gemme. E’ lo sfoggio inquietante, perturbatore, di una stravagante natura, nell’insieme veramemte vera e quasi soprannaturale, di una natura spinta agli eccessi ove tutto si impone, si drizza, esseri e cose, ombre e luci, forme e colori, in una volontà ostinata di urlare il suo canto essenziale, col timbro più forte e più selvaggiamente acuto…”.

Così scriveva il critico Albert Aurier di Vincent van Gogh, sul Mercure de France, nel gennaio del 1890. Continua a leggere