QUEL LAMPO CHE FLUTTUA NELLE IMMAGINI PERTURBANTI. CENSURA E AUTOCENSURA NELL’ARTE.

L’articolo apparso ieri su Ilsole24ore dal titolo “Emmanuelle Riva: Hiroshima mon amour l’irrappresentabile cinquant’anni dopo” mi sembra un buon incipit per riflettere sui limiti dell’espressione anche nelle arti grafiche. L’ormai anziana Emmanuelle Riva intervistata sull’attualità del film di Resnais e sull’esistenza di una censura o di un’autocensura nel cinema così risponde: “E allora mi chiedo a mia volta: qual è il confine tra certe foto di cronaca, talmente belle e forti, da rasentare l’arte, e l’arte stessa? Io credo che l’arte debba mantenere una certa elevatezza di intenti. Oggi mi chiedo se esista ancora una vera e propria censura nel mondo occidentale, in cui tutto appare così libero.”. Continua a leggere

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