UN EROE IRLANDESE CONTRO GLI ORRORI DEL COLONIALISMO. Il fantasma di Sir Roger Casement bussa due volte: pubblicato dalla casa editrice fuorilinea “Il rapporto sul Congo” e da Einaudi “Il sogno del Celta”, romanzo del premio Nobel Vargas LLosa.

Ritratto del giovane Roger Casement

Roger Casement non faceva nulla per farsi notare. Anzi. Tutti lo ricordavano come un uomo schivo, che temeva perfino di essere fotografato. Eppure era difficile non accorgersi della sua presenza. Era alto, molto più della media, di portamento elegante, misurato nei gesti. Chi lo conosceva subiva la seduzione irresistibile della voce, calma e profonda, la passione con cui riferiva ciò che sapeva o che aveva visto in quasi vent’anni di peregrinazioni nel cuore nero dell’Africa. Era capace di tener vivo per ore l’interesse di chi lo ascoltava. Conrad, che lo aveva conosciuto in Congo nel 1890, raccontò di averlo incontrato anni dopo in un ristorante di Londra. In quell’occasione Casement aveva iniziato a narrargli alcuni dettagli raccapriccianti sui metodi criminali impiegati dai belgi nella raccolta forzosa del caucciù. Dal ristorante si erano quindi trasferiti allo Sports Club ove Casement, imperterrito, aveva proseguito il suo racconto fino alle tre del mattino. Ricordando forse proprio quella serata, Conrad scrisse: “Ve ne potrebbe dire di cose! Cose che ho cercato di dimenticare, cose che nemmeno sapevo! Ha trascorso in Africa tanti anni per quanti mesi ve ne ho passati io.”. Continua a leggere

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