LA GLORIA MANCATA DI LORENZO LOTTO

Lorenzo Lotto, Ritratto d'uomo con uno zampino d'oro, 1527 circa. Olio su tela 96x70. Kunsthistorisches Museum Vienna

A volte il talento non basta. Ci vuol altro per strappare a un destino beffardo quella consolazione che solo una fama imperitura può concedere. Che valgono gli attestati di stima dei propri pari se non sono coronati da vera gloria? Il Vasari, ricordandosi di Lotto nell’edizione giuntina delle Vite, sembra esserne consapevole quando, non potendo annoverare che un’onorata carriera professionale, lo fregia di un merito altissimo, ma estraneo all’arte: ” … non passò molto che, come era vissuto costumatamente e buon cristiano, così morì rendendo l’anima al Signore Dio. I quali ultimi anni della sua vita provò egli felicissimi e pieni di tranquillità d’animo e, che è più, gli fecero, per quello che si crede, far acquisto dei beni di vita eterna.”. Dunque famoso no, ma santo si. Si conclude a 76 anni, a un passo dalla casa di Maria nel santuario di Loreto, da due anni oblato della santa casa, l’esperienza terrena di Lorenzo Lotto pittore veneziano. Continua a leggere