QUEL MONUMENTO CHE NON È MAI STATO ERETTO.

Margaret Fuller, dagherrotipo di John Plumbe, 1846

Esistono i Mani, la morte non distrugge tutto. In questi giorni di festa per il 150° anniversario dell’unità, una pallida ombra si sottrae, a stento, all’oblio cui è stata consegnata ingiustamente. È quella di Margaret Fuller, americana di nascita e romana d’elezione. È una figlia che Roma non ha mai veramente adottato. Le ha dedicato, è vero, un viale ombroso nel perimetro di Villa Sciarra, ma pochi tra coloro che lo percorrono le rivolgono un pensiero riconoscente. Undici anni fa fu affissa una targa sulla facciata del palazzo di Piazza Barberini nel quale aveva abitato per due anni. Ben in alto sopra un bar , cosicché nessuno, da allora, se ne è mai accorto.  Il regista Luigi Magni le ha dedicato due brevi scene nel film “In nome del popolo sovrano“, qualche sito web e qualche associazione la ricordano, ma si tratta di sparute pattuglie di devoti che tentano di tenerne in vita il ricordo. Continua a leggere

LA MIRABOLANTE AVVENTURA DI COSTANTINO BRUMIDI: DA AFFRESCHISTA ROMANO ALL’APOTEOSI AMERICANA.

Costantino Brumidi, decorazioni della Galleria Piccola, appartamento est. Villa Torlonia, Roma.1845

Un giorno, quando i restauri del piccolo teatro di Villa Torlonia a Roma si saranno finalmente e credibilmente conclusi, qualche visitatore dotato di curiosità e di un certo spirito di osservazione potrebbe imbattersi in un ciclo di affreschi il cui autore, Brumidi, gli è totalmente sconosciuto. A parte gli specialisti, pochi hanno avuto la ventura di incontrarne il nome. Chi era costui? Una prima risposta potrebbe essere: colui che progettò ed eseguì l’apparato decorativo degli appartamenti annessi al teatro. È certo che la volta e le lunette del salone nell’appartamento ovest e le decorazioni della Galleria Piccola nell’appartamento est, sono tutte opera dell’artista nato a Roma, ma di padre greco. Continua a leggere