UN FANTASMA S’AGGIRA DOLENTE TRA L’ULIVO SECOLARE E LA FONTANA DELLE LACRIME.

Federico Garcia Lorca nel 1914

È ufficiale. Le ricerche per portare alla luce i resti mortali del poeta Federico Garcia Lorca e dei suoi compagni di sventura sono state interrotte venerdì 18 dicembre. Lo ha dichiarato il ministro della giustizia della regione autonoma Andalusa Begonia Alvarez. L’area in prossimità di Fuente Grande (o Fontana delle lacrime), tra Viznar e Alfacar, che per decenni è stato ritenuta il punto in cui fu scavata la fossa comune, è risultata priva di resti umani. A ottobre il settimanale ABC aveva rivelato che per mezzo di un georadar erano stati “fotografati” tre tumuli contenenti, forse, sei corpi: oltre al poeta i bandilleros (futuri toreri) Joaquin Arcollas e Francisco Galadì, il maestro repubblicano Dioscoro Galindo, l’ispettore municipale Fermin Roldan e il restauratore di Granada Miguel Cobo. Alcune tracce emerse nei primi giorni avevano fatto sperare. Una roccia riportata in superficie mostrava i segni di numerosi colpi di proiettile. Tuttavia l’area di circa 200 metri quadrati, passata al setaccio per settimane, non ha restituito nient’altro che quella pietra crivellata. Non solo. Il ritrovamento in fondo allo scavo di una placca rocciosa impenetrabile ha, di fatto, tolto ogni speranza ai ricercatori. Dov’è dunque il corpo di Federico Garcia Lorca? In verità dopo 73 anni è possibile stabilire con certezza il corso finale degli eventi che si conclusero con la carneficina, ma rimane oscuro quest’ultimo dettaglio.

Fa caldo la notte tra il 18 e il 19 agosto 1936. Il poeta viene trascinato ammanettato al maestro Dioscoro Galindo su un camion. Il percorso da compiere è breve, tutto è già stato predisposto, compreso la fossa che dovrà occultare, per sempre, il più odioso dei crimini. Sono le tre di notte. È buio. Tutto si svolge alla luce dei fari del camion e di un automobile, le camice bianche dei condannati spiccano crudelmente sullo sterrato. Il luogo e l’ora sono stati scelti bene, non ci saranno testimoni. Le ultime umiliazioni, gli spintoni fino all’orlo della fossa. Poi Lorca grida qualcosa, si avvicinano gli aguzzini e colpiscoscono ferocemente  i condannati col calcio del fucile facendoli precipitare nella fossa. Le fucilate spengono i gemiti di chi è ancora agonizzante. Si conclude così un periodo terribile di 48 ore trascorse tra speranza e delusione.

Lorca era stato ospite presso un amico, Luis Rosales, un poeta con simpatie franchiste. Era stato prelevato in pieno giorno da un un gruppo di tre scherani composto da Ramon Ruiz Alonso, Juan Luis Trescastro e Luis Garcia Alix. Gli avevano raccontano che doveva seguirli in caserma perché pendeva una denuncia nei suoi confronti. In casa non c’era nessuno, i tre verdugos avevano fatto bene i conti: nessuno avrebbe protestato per l’arresto, nessuno avrebbe dato scandalo. Erano saliti su una macchina senza contrassegni. Quando i Rosales si erano accorti dell’arresto erano intervenuti immediatamente insieme all’amico musicista Manuel De Falla. In cambio delle pressioni, proteste, preghiere avevano ottenuto vaghe rassicurazioni. Qualcuno aveva sporto denuncia contro Lorca accusandolo di essere un agente dei sovietici e di avere, nascosta tra le corde del pianoforte, una radio per comunicare con i comunisti. Figurarsi. Le autorità naturalmente avrebbero controllato la consistenza delle accuse e poi rilasciato il prigioniero. Le cronache riportano ciò che invece si dissero il governatore della regione Josè Valdes Guzman e il generale Queipo de Llano. Alla richiesta del primo su cosa dovesse fare del poeta, il generale rispose:”Dategli caffè, molto, molto caffè!”. La risposta in codice, chiarissima nelle intenzioni e nelle conseguenze, mostra la protervia e la tipica forma mentis di chi sa bene che, per quanto potere si possa detenere, in un futuro anche lontano, le cose potrebbero cambiare. Non così Juan Luis Trescastro che, due ore dopo il turpe delitto si vantava con gli amici in un caffè di Granada di aver sparato “dos tiros en el culo por maricon“. Trescastro, essendo un semplice aguzzino, non aveva l’oculatezza criminale del dirigente politico o militare.

Non si è trovato il corpo, ma è poi così importante? Le notizie sull’esatta posizione della fossa, in mancanza di testimoni oculari, sono state fatte filtrare dagli assassini. I casi non possono che essere due: l’indicazione è falsa, così come saranno false eventuali successive rivelazioni; l’indicazione è esatta ma le spoglie sono state traslate in segreto. In entrambi i casi, a meno di un ravvedimento improbabile, sarà impossibile portare a termine la ricerca. Potrebbe, invece, essere più utile cercare in un’altra direzione.

Alcuni di quegli aguzzini e responsabili di centinaia di crimini efferati potrebbero, magari ultranovantenni, essere ancora in vita. Ecco, si faccia come con Priebke e Demjanjuk: piuttosto che cercare nelle fosse comuni si cerchi nella quiete di case rispettabili nelle quali anziani malfattori pensano di essersi sottratti definitivamente alla giustizia degli uomini. Si arrestino i criminali franchisti per processarli e condannarli. Nessun ritrovamento di spoglie mortali risarcirà il popolo spagnolo di una perdita come quella di Federico Garcia Lorca. Un poeta è l’anima, la speranza e il respiro di un popolo. Ucciderlo è come uccidere un bambino.

dal “LAMENTO PER IGNACIO SÁNCHEZ MEJÍAS”

 

[…]

Ma ormai dorme senza fine.

Ormai i muschi e le erbe

aprono con dita sicure
 

il fiore del suo teschio.

E già viene cantando il suo sangue:

cantando per maremme e praterie,

sdrucciolando sulle corna intirizzite,

vacillando senz’anima nella nebbia,

inciampando in mille zoccoli

come una lunga, scura, triste lingua,

per formare una pozza d’agonia

vicino al Guadalquivir delle stelle.

[…]

La clip che segue è tratta dal documentario Lorca, el mar deja de moverse. Il poeta intervistato è Felix Grande.

L’omaggio di Leonard Cohen a Lorca

 

 

Annunci

Lascia un commento

Non c'è ancora nessun commento.

Comments RSS TrackBack Identifier URI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...