FELIX FENEON, UN ROMANZO D’ARTE IN TRE RIGHE. CRITICO E LETTERATO FRANCESE, CONSEGNÒ IL TESTIMONE DELLE RICERCHE ARTISTICHE DI FINE OTTOCENTO AI PIÙ BRILLANTI TALENTI EUROPEI.

Critico d’arte dotato di un acume non comune, lapidario nelle risposte, capace di sintesi estreme e illuminanti, riservato ma benvoluto da scrittori e poeti, sospettato di attività sovversive dalla polizia, faro degli artisti tra il 1886 e il 1912, Felix Feneon è oggi una delle figure più trascurate dell’arte di fin de siècle.

Paul Signac, Ritratto di Felix Feneon, 1890. New York, MoMA

Vicino ai simbolisti, Feneon inventò per i dipinti di Seurat e Signac il termine “neoimpressionismo” che ancora oggi designa quella stagione breve, ma intensa, in cui si tentò di superare l’estenuata ricerca impressionista in nome di una estetica “scientifica”. Direttore della sezione d’arte contemporanea della galleria Bernheim-Jeune lanciò i futuristi italiani a Parigi creando le premesse per un confronto-scontro tra cubisti e futuristi. Consegnò insomma agli albori del xx secolo il testimone delle ricerche artistiche di fine ottocento ai più brillanti talenti europei. Nel 1886 aveva fondato insieme a Gustave Kahn la rivista simbolista La Vogue per la quale curò la pubblicazione delle Illuminations di Rimbaud (il manoscritto circolava solo privatamente). Fu redattore anche della Revue Blanche, l’importante rivista letteraria parigina alla quale collaborarono tra gli altri Gide, Proust, Apollinaire, Debussy. Quando nel 1894 rimase coinvolto nel famoso “Processo dei trenta” fu Mallarmè in persona a testimoniare in suo favore definendolo “un esprit très fin et un des critique les plus subtiles et le plus aigus que nous avons“. L’interrogatorio di Feneon condotto dal giudice Dayras e trascritto dal corrispondente del Figaro, rimane uno degli episodi più curiosi in un contesto altrimenti teso e drammatico:

Monsieur Feneon siete anarchico?”

Sono un borgognone di Torino.”

Il fascicolo della polizia a vostro nome consta di 170 pagine. È provato che voi eravate intimo del terrorista tedesco Kampsmeyer.”

L’intimità non deve essere stata grande visto che io non parlo tedesco e lui non sa il francese.” (risate in sala)

È provato che vi siete circondato di persone come Cohen e Ortoz.”

È difficile essere circondati da due persone; ce ne vogliono almeno tre.” (altre risate)

Siete stato visto confabulare con loro dietro un lampione!”

Un lampione è tondo. Può sua eccellenza dirmi dove si trova il retro di un lampione?” (Risate sonore, il giudice richiama all’ordine).

Risalgono alla collaborazione col giornale Matin le “Nouvelles en trois lignes (Romanzi di tre righe)” con le quali narrò in modo stringatissimo, ma fedele, fatti di cronaca e di miseria o storie di ordinaria follia. Queste prove letterarie estreme erano un ricordo dei rapporti apprezzatissimi che scriveva quale impiegato al Ministero della Guerra. Un suo collega sosteneva che “nessuno sapeva come lui redigere un rapporto su qualsiasi cosa, e si dilettava a stilare quelli degli altri, cui tale compito causava angoscia, tortura e spesso insormontabili difficoltà.” La formula era semplice: una riga per l’ambiente, una per la cronaca, una per l’epilogo a sorpresa. Ecco un saggio di alcuni di quei romanzi di tre righe pubblicati recentemente da Adelphi:

200 operai resinieri di Mimizan (Landes) sono in sciopero. Tre brigate di gendarmi e 100 fanti del 340 li osservano.”

All’arrivo a Marsiglia dell’espresso da Parigi, è stato arrestato il fuochista, uomo funesto ai pacchi postali.”

È Teton, la vittima del delitto di Montfermeil. Non lo si era riconosciuto subito perché gli mancava la parrucca.”

Il fiammifero di un fumatore ha dato fuoco alle lande di Kervallon (Finistère); una polveriera ha rischiato di saltare.”

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6 commenti

  1. A partire da oggi i lettori potranno leggere, ogni settimana, uno dei romanzi di tre righe di Feneon scelti tra i pù acuti e arguti. Ecco il primo:
    “Domenica uno sguattero di Nancy, Vital Frénotte, è morto per una sbadataggine. Era appena tornato da Lourdes, definitivamente guarito dalla tubercolosi.”

  2. Al Trianon un visitatore, dopo essersi accuratamente svestito, ha preso posto nel letto imperiale. Da più parti si nega trattarsi, come egli ritiene, di Napoleone IV.

  3. Al passaggio a livello di Monthéard, nella Sarthe, il 515 ha travolto la signora Dutertre. Un incidente, si presume. Ma la situazione della donna non era incoraggiante.

  4. L’ex sindaco di Cherbourg, Gosse, era nelle mani del barbiere. A un certo punto ha lanciato un grido, ed è morto. Ma il rasoio non c’entra.

  5. A Clichy un ragazzo piuttosto elegante si è buttato sotto una vettura di piazza, rialzandosi illeso. Un attimo dopo si è fatto investire da un camion che lo ha ucciso.

  6. Senza casa né lavoro, Louis Lamarre aveva però qualche soldo in tasca. È entrato in una drogheria di Saint Denis, ha comprato un litro di petrolio, e se l’è bevuto.


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